Sai come si produce il vino spumante?
Esistono due modi per creare le bollicine: in bottiglia (Metodo Classico) o in serbatoio d'acciaio (Metodo Charmat).
Il Metodo Classico è la tecnica più antica e dispendiosa in termini di tempo. La sua caratteristica distintiva è che la seconda fermentazione avviene direttamente in bottiglia.
Il processo inizia con l'assemblaggio dei vini base ai quali viene aggiunta una miscela di zucchero di canna, lieviti e sostanze minerali, nota come liqueur de tirage. Il vino viene così imbottigliato e sigillato con un tappo a corona. Le bottiglie vengono poste orizzontalmente in cantina e avviene, così, la presa di spuma: la seconda fermentazione. La fase cruciale è l'affinamento sui lieviti: il vino rimane a contatto con i lieviti e le bottiglie vengono ruotate quotidianamente (remuage) per convogliare i depositi nel collo. Infine, il collo della bottiglia viene congelato e il sedimento espulso (sboccatura).
Per ripristinare il livello e definire la dolcezza finale, viene aggiunta la liqueur d’expédition prima della tappatura definitiva.
Il Metodo Charmat (o Martinotti, dal nome dell'inventore italiano) è un sistema più moderno e rapido, scelto per produrre spumanti che mirano a esaltare la freschezza e gli aromi primari e varietali dell'uva. A differenza del Metodo Classico, la seconda fermentazione avviene in grandi autoclavi di acciaio inox. Il vino base con l'aggiunta di zuccheri, lieviti e sali minerali viene introdotto in questi serbatoi sigillati dove la fermentazione avviene a temperatura controllata.
La fase è significativamente più veloce ed il contatto con i lieviti è limitato a poche settimane o pochi mesi.